Catania Bene Comune: Asili nido, Riduzione rette passo avanti ancora insufficiente. Confermati motivi della protesta - comunicazione politica, spindoctoring e dintorni
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Catania Bene Comune: Asili nido, Riduzione rette passo avanti ancora insufficiente. Confermati motivi della protesta

La scelta dell’amministrazione comunale di ridurre di 10 euro e di 15 euro al mese le rette degli asili nido comunali, esclusivamente per il tempo corto, rappresenta un passo in avanti che conferma definitivamente la giustezza dei motivi della protesta condotta dall’ottobre del 2013 da genitori, lavoratrici e forze politiche.

Ricordiamo infatti che la Giunta riduce di un minimo le rette che essa stessa ha nel dicembre 2013 aumentato fino all’800%.

È lampante che la scelta di ridurre il costo degli asili palesa l’insostenibilità delle rette introdotte dal Sindaco Enzo Bianco dal gennaio 2014, così come l’annuncio dell’amministrazione che tale riduzione incentiverà le iscrizioni dei bambini conferma definitivamente che la diminuzione di iscritti nel 2014 non era determinata né dalle polemiche, né dalle protesta, né dagli uccelli del malaugurio come affermato sfacciatamente dal Sindaco, ma proprio dall’impossibilità di accesso per motivi economici determinato dalle politiche antisociali di questa amministrazione.

Genitori, lavoratrici e Catania Bene Comune hanno chiesto da sempre una diminuzione consistente delle rette, la creazione, così come previsto dal regolamento degli asili nido, di un fondo in bilancio destinato ad assicurare la gratuità del servizio alle fasce meno abbienti, una rimodulazione generale dei servizi a domanda individuale del Comune al fine di permettere la riduzione delle rette.

Di fronte a tali richieste la risposta dell’amministrazione è oggi debole e appare come uno specchietto per le allodole utile solo a millantare un intervento del Sindaco sugli asili nido. Sindaco fino ad oggi impegnato esclusivamente a produrre pubblicità ingannevoli e passerelle politiche.

Nel merito, la diminuzione da 55 a 45 euro della retta per i redditi fino a 12mila euro, da 75 a 60 euro per i redditi fino a 17mila e 500 euro, da 165 a 150 euro per i redditi fino a 38mila euro se da un lato rappresenta una misura, seppur insufficiente, a favore delle famiglie, dall’altro non risolve la disastrosa gestione degli asili nido comunali, non facilita in maniera determinante l’accesso agli asili, rende ancora più incomprensibili le politiche che il Comune vuole adottare in merito agli asili nido in quanto oggi più di ieri è fondamentale una programmazione seria e non la ricerca di insulsi palliativi.

In merito all’utilizzo dei fondi PAC, l’amministrazione ha il dovere di chiarire come si stanno effettivamente utilizzando tali risorse. Il progetto approvato dal Ministero infatti avrebbe dovuto prevedere l’apertura di due nuove strutture ma a marzo il Comune ha emesso un bando non per la riapertura di nuove strutture ma per la trasformazione di due asili nido comunali, via Calipso e via Cannizzaro, già pienamente funzionanti in asili a gestione esternalizzata. Ora, nuovo cambiamento, apprendiamo che tali somme verranno utilizzate per la diminuzione delle rette. Non vorremmo che il Sindaco Bianco stia tentando di coprire la misera riduzione delle rette con i soldi che pagheranno i genitori che iscriveranno i propri figli negli asili nido esternalizzati gestiti con fondi PAC, asili che proprio perché finanziati dal Ministero sarebbero potuti essere totalmente gratuiti.

Se è reale intenzione dell’amministrazione comunale correggere l’insostenibile aumento delle rette determinato dal Sindaco Bianco e dalla Giunta nel dicembre 2013 e così permettere l’accesso agli asili nido alle famiglie meno abbienti, occorrono, come ripetuto durante le proteste degli scorsi mesi, due misure: finanziare il capitolo di bilancio che consente di rendere gratuito il servizio ai redditi più bassi e rivedere l’intero sistema dei servizi a domanda individuale del Comune.

Inoltre andrebbero immediatamente riaperte, queste sì grazie ai fondi PAC, le tre strutture chiuse nel settembre 2014 e prevedere un incremento del personale educatore e ausiliario, bloccando immediatamente le riduzioni già in corso.

Tutto questo verrà ribadito all’Assessore ai Servizi Sociali durante l’incontro che si terrà lunedì 18 maggio alle ore 20 presso Cittàinsieme.

 

 

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