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La Terra dei Fuochi esiste anche al Nord

Siamo il Paese leader in Europa per indice di circolarità nella gestione dei rifiuti, ma anche quello della tristemente nota Terra dei Fuochi. E le terre dei fuochi non sono solo in provincia di Caserta o di Napoli, le troviamo in forme diverse anche al Nord. Siamo insomma il Paese delle contraddizioni, delle occasioni mancate ma anche delle potenzialità inespresse.

In Lombardia, che con una percentuale del 68,1% è sul terzo gradino del podio in Italia per raccolta differenziata, troviamo anche una situazione come quella di Brescia. Provincia in cui nel 2016, ultimo anno per cui è disponibile il dato Ispra, sono stati sepolti in discarica il 21,3% dei rifiuti speciali conferiti in discarica nell’intero Paese. In valore assoluto parliamo di oltre 2 milioni e mezzo di tonnellate di rifiuti speciali, pari al 76,47% di quelli interrati in tutta la Lombardia.

Nel Bresciano la media dei rifiuti smaltiti in discarica per chilometro quadrato è di circa 13 volte superiore rispetto a quelle delle altre province lombarde e di tutto il territorio nazionale. Un’enormità insomma. Ed è solo la parte nota. Non sappiamo ancora quanti rifiuti e in quali siti siano stati dispersi in questo territorio prima dell’approvazione del DPR 915/1982. Sull’emergenza rifiuti in provincia di Brescia e sull’urgenza delle bonifiche, nella scorsa Legislatura, si erano attivati i parlamentari del territorio con una mozione unitaria. Ma il problema non è affatto risolto.

Per sollecitare un intervento risolutivo e rispondere all’emergenza ambientale e sanitaria di questo territorio ho raccolto lo spirito di una mozione provinciale presentata dal consigliere Marco Apostoli della lista Provincia Bene Comune e l’ho portata in Parlamento. Un atto sottoscritto anche dal collega Federico Fornaro, che chiede al governo una moratoria sul conferimento dei rifiuti speciali destinati all’incenerimento o al conferimento in discarica in questa provincia e il blocco delle autorizzazioni per l’apertura di nuove discariche nei prossimi cinque anni.

La mozione una volta approvata impegnerà il governo ad applicare le norme più restrittive in materia, per esempio quelle della cosiddetta legge per le emergenze ambientali e industriali del 2014, come precondizione per censire e monitorare tutti i siti compromessi e arrivare così a un Piano generale di bonifica del territorio aggiornato e davvero utile per i cittadini di questa provincia.

Peccato che i deputati del territorio di tutte le altre forze politiche, ai quali ho proposto di sottoscrivere la mozione, non abbiano voluto sostenere questa battaglia anche con la loro firma. Strano e contraddittorio per chi in quella provincia vive, è stato eletto e magari ha costruito il proprio consenso elettorale su questi temi.

Peccato davvero, ma noi di LeU andremo avanti in questa direzione. Perché la provincia di Brescia potrebbe partire da questa moratoria per superare un modello di sviluppo da ‘hub dei rifiuti’ – di forte impatto ambientale e sofferenza per i cittadini – e ripensare la sua vocazione. Mettendo al centro il benessere dei bresciani e dell’ambiente.

articolo di

Rossella Muroni Ecologista e deputata di Liberi e Uguali. Già presidente Nazionale di Legambiente

fonte Huffington Post

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