comunicazione politica, spindoctoring e dintorni | Regionali Sicilia, il Pd lancia Micari ma è diviso sul futuro di Crocetta
3223
post-template-default,single,single-post,postid-3223,single-format-aside,qode-quick-links-1.0,ajax_fade,page_not_loaded,,qode-title-hidden,qode_grid_1300,footer_responsive_adv,qode-content-sidebar-responsive,qode-theme-ver-11.2,qode-theme-bridge,wpb-js-composer js-comp-ver-5.2.1,vc_responsive

Regionali Sicilia, il Pd lancia Micari ma è diviso sul futuro di Crocetta

FONTE LA REPUBBLICA PALERMO

In una nota della segreteria un impegno al “coinvolgimento” del governatore. Che i renziani di Faraone, Sicilia Futura e Orlando non ritengono indispensabile. Il leader di Mdp Bersani conferma: “Accordo fra i dem e Alfano indigeribile”

Il sì del Pd siciliano a Fabrizio Micari viaggia con una nota della segreteria che arriva poco prima delle 21. “Apprezzamento sostanziale” per il rettore, in attesa dell’ultimo bollo da parte della direzione. Micari ormai è in campo, con il sostegno di Leoluca Orlando, suo primo sponsor, dem, centristi di Casini e D’Alia, e presto di Angelino Alfano che non ha ancora formalizzato l’appoggio e che spera di poter inserire l’eurodeputato di Ap Giovanni La Via nella casella del vicepresidente designato.

Resta un’ombra, che tanto ombra non è, visto che fa ancora il governatore e non ha certo rimosso i cartelli che lo rivogliono candidato “per una Sicilia ai siciliani”: si chiama Rosario Crocetta e ieri, con atto di generosità, la segreteria regionale del Pd ha promesso di coinvolgerlo nell’operazione Micari, “per non disperdere il lavoro fatto negli ultimi anni”. Il dossier Crocetta è stato trasmesso da Palermo al Nazareno ma intorno al governatore uscente dentro e attorno al Pd si continua a litigare: perché se una fetta del partito – da Cracolici al segretario Fausto Raciti – è convinta che la candidatura di Micari ha senso solo se Crocetta rientra nei ranghi e dà il suo contributo anche con una propria lista, i renziani di Faraone, Sicilia Futura di Cardinale e soprattutto Orlando sono per una discontinuità più marcata. E non si straccerebbero le vesti – per usare un eufemismo – se il presidente continuasse la propria corsa autonoma, convinti addirittura che una presenza di Crocetta al loro fianco toglierebbe più voti di quanti ne porterebbe. Tocca al governatore, in queste ore, decidere cosa fare. Restare in una coalizione nella quale per alcuni è ospite indesiderato – magari con la prospettiva di un incarico romano – o ritentare un avventura con il megafono in mano ma senza rete di protezione?
Cosa certa è che la sinistra continua a marciare per conto proprio. Ieri sera, Pierluigi Bersani ha detto che non è paragonabile l’alleanza che sostiene Leoluca Orlando a sindaco di Palermo con quella che il Pd sta promuovendo ora per le elezioni regionali in Sicilia. Il leader di Mdp a Calambrone (Pisa), nel corso della rassegna “Eliopoli”, afferma: “La famosa soluzione Orlando che si fece a Palermo era una

cosa civica senza simboli di partito con la possibilità di esprimere un percorso condiviso. In questo caso – afferma Bersani – se la chiave deve essere un accordo Pd-Alfano non è possibile digerirlo, non per motivi banali ma solo per un’esistenza di chiarezza”. “A chi ci dice che sosteniamo un governo dove c’è Alfano dico che per un governo si può fare un compromesso per esigenza di governabilità – conclude Bersani – in altri casi no”.

No Comments

Post A Comment