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Scontro M5s-Lega su cifre Def. ’10 miliardi per il reddito’. ‘No sono 8’

Continua tra Lega e M5s il balletto delle cifre sulle risorse a disposizione del reddito di cittadinanza. Dopo le varie precisazioni della mattinata dei due vicepremier, fonti M5s ribadiscono che per il reddito di cittadinanza le risorse sono pari a 10 mld, 9 per il reddito e 1 per i centri per l’impiego e non 8 come aveva detto questa mattina il ministro dell’Interno Matteo Salvini. E, ospite di Mattino 5, anche il sottosegretario Stefano Buffagni ribadisce lo stesso concetto commentando: “Ho qui la tabella. Salvini? Era mattino presto forse era confuso…”. Non si fa attendere la risposta della Lega:.”Dispiace che esponenti degli alleati di governo vadano in giro con tabelle non ufficiali e che sono mere simulazioni. Confermiamo che la quota 100 per le pensioni partirà al massimo entro il mese di febbraio, anche se faremo di tutto per renderla operativa già dal 1 gennaio 2019, e che prevede una spesa di 7 miliardi di euro per il prossimo anno” precisa  il viceministro all’economia Massimo Garavaglia sulle ipotesi che circolano sulla nota di aggiornamento al Def che farà da cornice alla prossima manovra.

Reddito di cittadinanza e fornero. “Nella manovra ci saranno 16 miliardi per i due interventi principali, reddito di cittadinanza e abolizione della legge Fornero. Ma in questa cifra ci saranno anche l’aumento delle pensioni di invalidità, il quoziente familiari, un premio alle famiglie numerose con contributo alla natalità” ha detto il ministro dell’Interno, Matteo Salvini. Quindi non ci sono 10 miliardi per il reddito?, gli è stato chiesto. “Se la matematica non è un’opinione, se ce ne sono 7-8 per la Fornero, ce ne sono 8 per il reddito”, ha detto. “Sull’abolizione della Fornero – ha spiegato – l’investimento varia tra i 7 e gli 8 miliardi a seconda di quanti sceglieranno di andare in pensione nel 2019. Abbiamo scelto di non fare penalizzazioni e di non mettere paletti, come limiti di reddito. La Fornero è stata una legge ingiusta – ha ribadito – e va abolita”.  Precisa il vicepremier Di Maio a Radio Radicale: “La misura messa in piedi prevede che tutta la platea abbia il reddito di cittadinanza e che si superi la legge Fornero con quota 100 vera. Si sta giocando coi numeri ma i soldi per tutte le misure ci sono“. Smentite anche le ipotesi di rimpasto. “Non c’è nessuna ipotesi di cambio di questa squadra, squadra che vince non si cambia“. Così il vicepremier Luigi Di Maio a Radio Radicale rispondendo a una domanda sulle ipotesi circolate in queste ore di un cambio al ministero dell’Economia, magari spostando al posto di Giovanni Tria l’attuale ministro delle politiche europee Paolo Savona.

Un progetto per il futuro. Il premier Conte interviene da Assisi dove è andato ad assistere alle celebrazioni per la festa di S. Francesco, patrono d’Italia,  per spiegare la manovra e precisa che “Il reddito di cittadinanza è una misura di cui sono particolarmente orgoglioso: non un sussidio ma una scintilla che permetterà di essere partecipi nella nostra società a tante persone che ora ne sono escluse. Abbiamo pensato ai bisogni delle persone elevando le pensioni minime e riparando alle ingiustizie prodotte dalla legge Fornero”. “Non ci siamo limitati ad approvare un mero documento contabile, ma abbiamo delineato un progetto di riforme avendo cura dei bisogni delle persone e progettando misure volte a garantire equità” continua il presidente del Consiglio. Il reddito di cittadinanza “contribuirà a sollevare dalla soglia della povertà oltre 5 milioni di persone”. Lo ha affermato il premier Giuseppe Conte ad Assisi dove ha elencato gli obiettivi della misura contenuta nella manovra: “contribuirà a offrire un’opportunità di lavoro ai giovani costretti al dilemma: se fuggire dalla propria terra oppure rassegnarsi a non avere un lavoro e un’indipendenza economica” e “contribuirà a offrire un sostegno a quei genitori che non riescono a garantire gli studi ai figli e a chi non hanno i soldi per curarsi o comprare le medicine”.

La sponda resta comunque l’Unione europea. ” In Europa ci sono delle regole che sono state sottoscritte. Se ci sono, ci sono. Si possono non rispettare alcune, ma se qualcuno dice che sono state violate non ci si può offendere. Bisogna spiegare quali sono le ragioni di questo e quali sono gli obiettivi. Su questo si gioca il futuro”. E’ quanto ha detto il ministro dell’Economia, Giovanni Tria al convegno dell’Asvis a proposito della manovra e di come discuterne in Europa. In Europa si sta andando in una situazione di disgregazione mentre invece bisogna puntare all’unità , “Bisogna convincere tutti i Paesi” della necessità di tenere insieme la sostenibilità finanziaria con quella sociale. Tria ha sottolineato che la manovra disegna politiche per una maggiore inclusione sociale. “Sosteniamo il reddito di chi è in povertà andando oltre il rei perché questo non è bastato, è stato un passo insufficiente. Le elezioni hanno indicato che c’é questo malessere”.

“Abbiamo portato a casa la manovra del popolo, si va avanti così più determinati di prima, adesso può partire una seria e sana interlocuzione con la commissione europea per arrivare a un buon esito. Questa legge di bilancio è equilibrata e non fa niente di strano rispetto ad altri governi che in passato hanno fatto il 2,5 o altro”. Così il vicepremier Luigi Di Maio a Radio Radicale. Il 2,4% di deficit nel 2019 “non è una contrapposizione ai mercati o a Bruxelles ma mettere al centro le persone”.  Matteo Salvini punta il dito contro “i toni di alcuni commissari europei, come questo Moscovici che dice che Italia è un paese xenofobo” o “Juncker che dice che facciamo la fine della Grecia”. Così a Radio Anch’io il ministro dell’Interno vice premier Matteo Salvini. “Questo governo – ha aggiunto – ha il gradimento del 60% degli italiani”. E infine l’allarme dei mercati sulla legge di bilancio. Salvini precisa: ” No, non faremo marcia indietro” sulla manovra se lo spread continua a salire. Se tagli le tasse – ha aggiunto – aiuti la crescita, noi puntiamo a un’Italia che non cresce dello zero virgola, ma del due, del due e mezzo”.

 

fonte Ansa

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