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Su Foa il centrodestra potrebbe rompere un’alleanza che dura da un quarto di secolo

Matteo Salvini non intende soprassedere davanti alle crescenti ‘picconate’ di Silvio Berlusconi al governo M5s-Lega. Va pur bene essere ‘zen’, come descrive di frequente il suo atteggiamento, ma la pazienza del vice premier ha un limite. E se Forza Italia voterà con il Pd contro la nomina di Marcello Foa alla presidenza della Rai – ha fatto sapere il ‘capitano’ leghista agli alleati di centrodestra -, mercoledì, in Vigilanza si consumerà uno strappo che avrà ripercussioni molto forti su una alleanza che permane nelle regioni del Nord e in centinaia di Comuni.

Dopo le aspre critiche del Cavaliere al decreto dignità e al governo Conte (che sembra fatto da “sessantottini in ritardo arroganti e senza cultura”), Salvini non avrebbe particolarmente gradito il nuovo attacco di Berlusconi sulla ‘Rai del cambiamento’, da lui annunciata insieme a Luigi Di Maio. Soprattutto se si considera – è il ragionamento del leghista – che le nomine dei vertici di viale Mazzini vanno considerate nell’ambito di un più ampio accordo politico che ha portato comunque a Forza Italia la presidenza della commissione bicamerale di Vigilanza (poltrona sulla quale siede un fedelissimo di Berlusconi, Alberto Barachini).

Il problema è anche il decreto dignità

Ma al Cav non basta per giustificare il sostegno di FI a un nome per la cui scelta non ritiene di essere stato consultato e contesta il metodo utilizzato da M5s e Lega per l’indicazione dei nuovi vertici Rai. “Vedo una forte volontà spartitoria. Il carattere unilaterale della proposta per la Rai, che la maggioranza ha concordato solo al proprio interno, mi sembra un pessimo segnale”, scandisce il presidente di FI in un’intervista alla ‘Stampa’, in cui conferma il giudizio estremamente negativo sul decreto dignità.

Berlusconi marca le distanze dal governo su tutti i fronti aperti. E conferma di ritenere che il governo Conte non durerà a lungo (se mai mangerà il panettone, sarà un “panettone molto amaro per gli italiani”, dice). A chi gli chiede dell’alleanza di centrodestra, risponde: “Nella prima Repubblica il Psi di Craxi per 15 anni governò a Roma con la Dc e invece nella maggior parte dei Comuni e delle Regioni con il Pci”. “Non credo però che questa volta accadrà la stessa cosa”, aggiunge, lasciando intendere che l’esecutivo Conte avrà vita breve.

Ma separarsi è sempre difficile

Appare però improbabile che Lega e FI, alla fine, non trovino la quadra anche sulla Rai. Entrambi i partiti sembrano più che altro alzare la posta della trattativa. Probabilmente sarà necessario un chiarimento diretto tra Berlusconi e lo stesso Salvini, che si trova a Milano Marittima fino alla fine della prossima settimana per una vacanza con il figlio Federico e poi per la festa della Lega Romagna.

Il nodo Foa si dovrà sciogliere prima di mercoledì mattina, quando a palazzo San Macuto è convocata la commissione di Vigilanza: un organismo bicamerale composto da 20 deputati e 20 senatori. La nomina è vincolata al parere della commissione: per diventare presidente Foa deve ottenere il voto positivo della maggioranza dei due terzi dei componenti, ovvero 27 voti. Avendo M5s e Lega in totale 21 voti – ed essendo il Pd, che ha sette voti, contrario -fondamentali saranno i sette voti di FI.

Sulla questione è intervenuto anche il diretto interessato. “Mi descrivono come Belzebù, evidentemente non mi conoscono”, si difende Foa, intervistato dal ‘Messaggero’. “Sono il tipo più pacioso del mondo, un giornalista corretto, non sono abituato a offendere nessuno. Tantomeno le istituzioni. Si sta facendo un gran baccano. Ma non ci saranno problemi”, assicura Foa, che ribadisce: “Vorrei rinnovare la Rai e riportarla al suo vecchio splendore”.

Il Pd si appella ancora a Forza Italia

“Le ultime gestioni della Rai hanno davvero poco di servizio pubblico. Un sistema di inefficienze conclamate. Anche per questo motivo, le critiche di queste ore per le nuove nomine appaiono semplicemente ridicole, se non pretestuose”, dice poi Francesca Flati, componente M5s della commissione Vigilanza Rai, e assicura: “Abbiamo indicato personalità specchiate, a cominciare da Marcello Foa. Il cui unico difetto è quello di aver sempre detto quello che pensava, senza compromessi. Ma l’onestà intellettuale non può essere una colpa. Abbiamo scelto in base alle competenze. E soprattutto abbiamo chiuso la porta ai raccomandanti. Stiamo portando il cambiamento dentro la principale azienda culturale del Paese. Finalmente a Viale Mazzini si riaffaccia il merito, questo sconosciuto”.

Sul tema, il Pd continua ad attaccare il governo e a lanciare appelli a Forza Italia affinché si unisca alla “battaglia”. La bufera sollevata su Foa è “giustificata”, sostiene l’ex premier Paolo Gentiloni, in un’intervista a ‘Repubblica’, perché “il presidente dovrebbe essere una figura di garanzia”. “In genere – aggiunge Gentiloni – vedo una ossessione per nomine e poltrone. Certo, chi governa ha il potere di decidere o proporre. Ma seguendo regole e rispettando le leggi. Non puoi cacciare così il cda delle Ferrovie. Non puoi passare giornate a Palazzo Chigi discutendo dei tg”.

“Foa non è l’allievo di Montanelli, né l’uomo rassicurante che parla dalla Grecia già da presidente della Rai, è solo il portavoce dei nazionalpopulisti, uno schieramento che farebbe rabbrividire i grandi maestri del giornalismo e i padri della Costituzione”, attacca nuovamente Davide Faraone, capogruppo Pd in commissione di Vigilanza della Rai. “La sua figura non solo non garantisce il pluralismo e l’indipendenza del servizio pubblico radiotelevisivo italiano ma, ancor più grave, le sue uscite sulla stampa di queste ore dimostrano una totale avversione alle prerogative del Parlamento, considerando il voto del primo agosto in commissione di vigilanza un passaggio inutile, una perdita di tempo – aggiunge – Dimostreremo che non è così e facciamo appello ai colleghi di Forza Italia e di tutte le opposizioni, affinché si impedisca che il portavoce dei nazionalpopulisti che prova fastidio per la democrazia, che attacca il presidente Sergio Mattarella, che propende per i No vax, possa essere eletto presidente della più importante industria culturale del Paese”.

Infine, l’altro alleato di centrodestra all’opposizione, Fratelli d’Italia, con Giorgia Meloni, fa sapere a Salvini che “gli argomenti utilizzati dalla sinistra contro Foa convincerebbero chiunque a votarlo”. “Sentire il Pd che denuncia la lottizzazione del servizio pubblico è scandaloso. Sul metodo utilizzato perla scelta dei nuovi vertici Rai ho qualcosa da dire. Comunque valuteremo in Vigilanza Rai”, conclude la presidente di FdI.

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